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Zincatura a caldo per infrastrutture stradali

Zincatura a caldo per infrastrutture stradali: applicazioni, vantaggi e durata nel tempo

Guardrail, barriere di sicurezza, pali per segnaletica e numerosi altri componenti in acciaio delle infrastrutture stradali rimangono esposti all’ambiente per tutta la loro vita di servizio. Pioggia, umidità, variazioni di temperatura, inquinanti e, in determinati contesti, sali disgelanti rendono quindi la protezione dalla corrosione un aspetto importante già in fase di progettazione.

La zincatura a caldo delle infrastrutture stradali permette di creare un rivestimento di zinco sulla superficie dell’acciaio, fornendo una protezione adatta a molti componenti destinati all’esposizione atmosferica prolungata.

Quali componenti stradali possono essere zincati a caldo?

La zincatura a caldo trova applicazione su numerosi manufatti in acciaio impiegati nelle infrastrutture viarie. Tra questi possono rientrare:

  • elementi di guardrail e barriere di sicurezza;
  • pali e supporti per segnaletica;
  • strutture di sostegno e carpenterie;
  • parapetti e protezioni;
  • elementi di recinzione e delimitazione;
  • supporti per apparecchiature e impianti a bordo strada.

La possibilità di trattare manufatti dalla geometria differente rende il processo particolarmente interessante per il settore delle costruzioni e della carpenteria metallica.

Zincol Lombarda è specializzata nella zincatura a caldo di manufatti ferrosi, tubi e strutture leggere per carpenteria e affianca le aziende anche attraverso consulenza tecnica nelle diverse fasi del progetto.

Perché le infrastrutture stradali sono esposte alla corrosione

La corrosione dell’acciaio è un processo elettrochimico favorito dalla presenza simultanea di acqua e ossigeno. Le condizioni ambientali possono accelerarlo in modo significativo.

Per un componente installato lungo una strada, l’esposizione non è necessariamente costante nel tempo: alternanza tra condizioni asciutte e bagnate, umidità, contaminanti atmosferici e sali possono modificare l’aggressività dell’ambiente.

La protezione assume particolare rilevanza quando il componente è installato in una posizione in cui ispezioni, ripristini o sostituzioni richiedono chiusure della carreggiata, interventi in quota o altre operazioni complesse. In questi casi, limitare la necessità di manutenzione può produrre vantaggi non soltanto tecnici, ma anche gestionali.

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Come l’acciaio protegge la zincatura a caldo?

Durante la zincatura a caldo, il manufatto opportunamente preparato viene immerso nello zinco fuso. Il processo determina la formazione di un rivestimento metallurgicamente legato all’acciaio.

La protezione agisce secondo due meccanismi complementari.

Il primo è la protezione barriera: il rivestimento separa fisicamente l’acciaio dall’ambiente e limita il contatto con acqua, ossigeno e altri agenti corrosivi.

Il secondo deriva dalla natura elettrochimica dello zinco. Essendo meno nobile dell’acciaio, lo zinco può esercitare un’azione sacrificale e contribuire a proteggere il substrato in corrispondenza di piccoli danneggiamenti locali del rivestimento.

Questa combinazione distingue la zincatura da sistemi che si affidano esclusivamente all’effetto barriera.

Durabilità e manutenzione delle infrastrutture zincate

Non è corretto attribuire alla zincatura a caldo una durata universale. La vita del rivestimento dipende, tra gli altri fattori, dal suo spessore, dalla corrosività dell’ambiente, dalle condizioni di esposizione e dalle caratteristiche del manufatto.

La normativa ISO 14713-1 fornisce indicazioni sulla resistenza alla corrosione dei rivestimenti di zinco in differenti ambienti, sottolineando proprio la relazione tra protezione, progettazione ed esposizione.

Per le infrastrutture stradali questo significa che la soluzione anticorrosiva deve essere valutata considerando le condizioni reali del sito. Una strada in ambiente rurale presenta sollecitazioni diverse da un’infrastruttura in area industriale, costiera o frequentemente interessata dall’impiego di sali disgelanti.

Quando correttamente specificata, la zincatura può contribuire a prolungare gli intervalli tra gli interventi manutentivi e a ridurre la necessità di ripristinare periodicamente il rivestimento protettivo.

Zincatura e riferimenti normativi

Per i manufatti che rientrano nel relativo campo di applicazione, la normativa UNI EN ISO 1461 costituisce il riferimento per le proprietà generali e i metodi di prova dei rivestimenti ottenuti mediante zincatura a caldo di manufatti fabbricati in ferro e acciaio. La versione internazionale corrente è ISO 1461:2022.

La conformità del singolo componente stradale deve però essere valutata anche rispetto alle eventuali norme di prodotto e ai requisiti specifici dell’opera. ISO 1461 stessa precisa infatti che determinati prodotti possono essere disciplinati da standard specifici con requisiti aggiuntivi o differenti.

Progettare la protezione pensando all’intero ciclo di servizio

Per guardrail, pali, parapetti e altre strutture permanentemente all’esterno, la scelta del trattamento superficiale non dovrebbe essere separata dalla valutazione dell’ambiente di installazione e delle esigenze manutentive.

Una corretta definizione della zincatura già nelle fasi di progettazione consente di considerare geometria del manufatto, condizioni di esposizione e prestazioni anticorrosive richieste prima della produzione.

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