Un impianto fotovoltaico non è costituito soltanto dai moduli e dai componenti elettrici. Le strutture metalliche che sostengono i pannelli devono mantenere la propria funzionalità durante un periodo di esercizio prolungato, spesso in condizioni di esposizione atmosferica continua.
Per questo la zincatura a caldo nel settore fotovoltaico rappresenta una delle soluzioni utilizzabili per proteggere dalla corrosione strutture e componenti realizzati in acciaio.
Quali strutture fotovoltaiche possono richiedere protezione anticorrosiva?
A seconda della configurazione dell’impianto, l’acciaio può essere impiegato per telai, profili, elementi di sostegno, carpenterie, pali e altri componenti strutturali.
Negli impianti a terra, in particolare, una parte significativa della struttura può essere permanentemente esposta all’ambiente. La scelta del materiale e del relativo sistema anticorrosivo deve quindi essere coerente con le condizioni previste durante l’intera vita di progetto.
La zincatura a caldo permette di rivestire il manufatto dopo la fabbricazione, interessando anche superfici e geometrie che risultano accessibili allo zinco durante l’immersione.
Pioggia, umidità e contaminanti: perché l’ambiente conta
La corrosione atmosferica dell’acciaio dipende dalla presenza di umidità e ossigeno, ma la sua velocità può cambiare sensibilmente in funzione del luogo di installazione.
Un impianto fotovoltaico situato in un ambiente rurale non presenta necessariamente le stesse condizioni di un’installazione vicina alla costa o in un’area industriale. Salinità, contaminanti, frequenza delle precipitazioni, umidità e tempi di bagnatura della superficie incidono sull’aggressività dell’esposizione.
Per questo non è tecnicamente corretto stabilire a priori una durata identica della zincatura per ogni impianto.
La normativa ISO 14713-1 affronta proprio la relazione tra rivestimenti di zinco, condizioni ambientali e resistenza alla corrosione, fornendo indicazioni utili per valutare la protezione in funzione dell’esposizione.
Come la zincatura protegge le strutture fotovoltaiche
Con la zincatura a caldo, l’acciaio opportunamente preparato viene immerso in un bagno di zinco fuso. La reazione tra i due metalli produce un rivestimento legato metallurgicamente al substrato.
Lo strato di zinco crea innanzitutto una barriera tra l’acciaio e l’ambiente. A questa funzione si aggiunge la capacità dello zinco di comportarsi come metallo sacrificale rispetto all’acciaio, offrendo protezione elettrochimica anche in presenza di piccoli danneggiamenti localizzati.
Per strutture permanentemente esposte all’esterno, questa doppia azione rappresenta un elemento importante nella gestione del rischio di corrosione.
Durabilità della zincatura: perché non esiste un numero valido per tutti
La durata della protezione deve essere valutata sulla base delle condizioni effettive del progetto.
Tra i principali fattori da considerare rientrano:
- corrosività dell’ambiente;
- spessore del rivestimento di zinco;
- esposizione a sali e contaminanti;
- condizioni locali di umidità e bagnatura;
- geometria e progettazione del componente;
- eventuali sollecitazioni meccaniche o condizioni particolari di esercizio.
La relazione tra spessore del rivestimento e ambiente è quindi più utile, dal punto di vista progettuale, di una generica dichiarazione sul numero di anni di durata.
Meno manutenzione per strutture destinate a rimanere all’esterno
Negli impianti fotovoltaici distribuiti su grandi superfici, ogni attività di manutenzione delle strutture comporta tempi, accessi e costi operativi.
Una protezione anticorrosiva adeguata può contribuire a ridurre la frequenza degli interventi sul rivestimento durante il periodo di esercizio. Ciò è particolarmente rilevante per strutture numerose, ripetitive o installate in siti remoti.
La scelta dovrebbe quindi considerare non soltanto il costo iniziale del trattamento, ma anche le esigenze di ispezione e manutenzione previste nel tempo.
Norme e progettazione dei manufatti zincati
Per i manufatti fabbricati in ferro e acciaio compresi nel relativo campo di applicazione, UNI EN ISO 1461 rappresenta il riferimento per le proprietà generali e i metodi di prova dei rivestimenti zincati a caldo.
ISO 14713-1 integra questo quadro con indicazioni sui principi di progettazione e sulla resistenza alla corrosione dei rivestimenti di zinco nei diversi ambienti.
Anche la progettazione del manufatto ha un ruolo importante: geometrie, cavità e configurazione degli elementi devono essere compatibili con le esigenze del processo di zincatura. Zincol Lombarda dedica infatti specifica attenzione alla preparazione dei materiali e agli aspetti progettuali necessari per favorire il corretto trattamento.
Una protezione da definire in funzione del sito
Per una struttura fotovoltaica, la domanda corretta non è semplicemente quanto dura la zincatura, ma quale protezione sia appropriata per quel manufatto, in quello specifico ambiente e per la vita utile prevista dal progetto.
È questa valutazione preliminare che permette di impostare correttamente il trattamento anticorrosivo.